IMPIANTO IDRICO: QUANDO CAMBIARLO

Un impianto idrico deve essere realizzato seguendo delle normative specifiche che possano regolare il funzionamento delle tubature, senza incorrere in rischi per la salute.
Per questo esistono dei materiali adatti alla realizzazione di questi sistemi, mentre altri sono vietati per legge.
Ci sono infatti dei piccoli accorgimenti da tenere in considerazione nel momento in cui si decide di creare un impianto idraulico da zero o se si sta invece pensando ad un rifacimento.
Di seguito cercheremo di dare degli spunti per capire ogni quanto cambiare le tubature e quali sono i materiali migliori. 

Quanto dura l’impianto idrico

Un impianto idrico è formato da diverse componenti a cui prestare attenzione. In particolare, depuratori, caldaie e scaldabagni, che devono essere scelti in modo conforme al sistema che si intende installare e le reti di distribuzione dell’acqua composte da riduttori di pressione, valvole, collegamenti con il pozzo o l’acquedotto, con il conseguente scarico delle acque usate. 

Anche la rubinetteria svolge un ruolo importante nella struttura della tubazione idraulica: mediante valvole di apertura e chiusura, supportato da tutte le altre componenti, abbiamo la possibilità di trasportare e diffondere acqua fredda e acqua calda in tutti i collegamenti idrici della casa. 

La realizzazione delle tubature è legiferata dalla norma UNI 9182 in modo da garantire un corretto funzionamento dell’impianto attraverso un impianto di alimentazione e distribuzionecriteri di progettazionecollaudogestione e materiali

Le tubature hanno infatti una durata variabile a seconda del materiale con cui sono realizzate. Le più comuni sono: 

Quest’ultimo costituisce non solo il materiale migliore con cui realizzare le tubazioni di un impianto idraulico, ma al tempo stesso è anche il più costoso, oltre che un materiale altamente impermeabile, molto malleabile e con una forte resistenza agli urti. 

Quando cambiare le tubazioni?

Alcuni segnali di allarme ci possono indurre a cambiare le tubazioni. Le motivazioni potrebbero essere collegate all’età dell’impianto stesso – solitamente tubazioni idrauliche con più di 25 anni – che probabilmente è stato realizzato quando alcuni materiali, come piombo e ferro, non erano ancora vietati.
Mantenere delle tubazioni create con questi due materiali potrebbe portare a dei rischi molto gravi per la salute: il ferro può arrugginirsi nel tempo e risultare nocivo per le persone che bevono l’acqua, mentre il piombo è considerato tossico a causa delle sostanze che rilascia nel tempo. 

Il rifacimento dell’impianto idraulico potrebbe anche essere collegato al cambio dei sanitari, alla modifica dei sistemi di distribuzione dell’acqua o a lavori di ristrutturazione.
In ogni caso, per prima cosa dopo aver realizzato un nuovo impianto o modificato quello già esistente si richiedono delle procedure fondamentali per collaudarne il corretto funzionamento ed essere in grado di provvedere alle future necessità dell’individuo: è buona norma, infatti, predisporre degli allacci per tutti quelli apparecchi o locali (igienico sanitari, cucina) che potrebbero subire ulteriori modifiche in futuro. 

Infine, si effettua l’installazione di tutte le componenti essenziali per lo scarico delle acque usate, monitorando tutto l’impianto con il controllo della pressione dell’acqua.